JACOPO E LEONARDO SIGNANI
Imprenditori

La luce filtra discreta e illumina arredi dai toni profondi del blu cobalto, pavone e ottanio, dettagli preziosi in marmo chiaro e ottone. Siamo nel cuore di Brera nel centro Milano, in quel punto dove il quartiere storico tende verso la vibrazione contemporanea della nuova area di Porta Nuova. L’attività del ristorante inizia con i preparativi per la sera, c’è una energia di risveglio che rompe il silenzio. Jacopo e Leonardo Signani Corsi sono le anime di questo luogo dall’atmosfera calda e internazionale. Pacifico è un luogo accogliente, dove il design giocato sul chiaro scuro e lo studio della luce trasmettono un senso di relax e comfort. Merito delle felici intuizioni dei due proprietari che hanno lanciato la sfida di creare il primo ristorante nikkei su Milano. La cucina nikkei è la cucina peruviana con influenze nipponiche, due culture così diverse che si fondono per creare piatti dai profumi e gusti in contrasto. Una storia di successo che nasce dalla complicità e dall’affetto di due fratelli, due giovani imprenditori italiani impegnati nel campo del food, hotellerie e lifestyle.

1- Fratelli, amici, complici, come fate a mantenere questa armonia?

JS: Credo che sia merito dei nostri genitori che sono riusciti a trasmetterci un senso di serenità. Siamo complementari, avendo competenze e formazioni diverse, per cui nessuno dei due sconfina nell’ambito dell’altro. Siamo molto simili ma anche molto diversi, questo ci aiuta sia sul piano personale che lavorativo.

2 – Che formazione avete?

JS: Io sono architetto ed ho studiato al Politecnico di Milano, mentre Leonardo ha studiato economia alla Cattolica.

3 – C’è una divisione dei ruoli o decidete tutto insieme?

JS: Assolutamente sì, anche per formazione diversa. Io sono la parte creativa e strategica, mi sono sempre occupato di questo, ho lavorato per diversi anni nello studio del designer Giovannoni. Leonardo è la parte gestionale e manageriale.

4- Il successo di Pacifico è stato il vostro primo traguardo, come ci siete riusciti?

JS: Alla base del successo c’è la formula che abbiamo creato, una tempesta perfetta caduta su Milano. La cucina nikkei era in esplosione in tutto il mondo e ancora nessuno l’aveva portata in Italia: influenze giapponesi e cucina tradizionale peruviana, un mix nato dalla grande immigrazione giapponese in Perù. Ha contribuito al successo anche il concept del locale: un luogo contemporaneo con un’atmosfera internazionale, nulla a che fare con l’etnico e il Perù.

5- Potremmo dire che avete lanciato una vera e propria moda?

JS: Diciamo che è un format che è stato molto copiato sia nel menù che nel design. Non c’è ristorante alla moda milanese che non abbia inserito nella sua offerta un piatto di ceviche.

6 – Qual’è il piatto di maggior successo?

JS: Direi proprio il ceviche. La nostra è un’interpretazione in chiave gourmet. Abbiamo uno dei cuochi peruviani tra i migliori al mondo, che lavora costantemente sul nostro menù.

8 – In quali altri progetti siete impegnati oltre a Pacifico?

JS: Stiamo preparando il lancio di Holy. Un grande fondo ha creduto in questo progetto su cui lavoriamo da anni, per cui stiamo per uscire con una distribuzione internazionale.

9 – Cos’è Holy?’

JS: E’ un wellness drink a base di vitamine e sali minerali che rivoluzionerà il mercato delle bevande gassose. I drink legati la mondo del wellness sono sempre di tipo artigianale come succhi ed estratti che hanno breve durata, mentre noi puntiamo al grande mercato con una diffusione in tutto il mondo.

10 – Esiste ancora un talento e un lifestyle italiano richiesto e apprezzato nel mondo?

JS: Assolutamente sì, sia a livello della qualità del prodotto che dell’esperienza. Viaggiare, mangiare, vivere in Italia, fa ancora la differenza.

11 – Che cosa pensate di Milano in questo momento?

JS: E’ la nostra città che ci ha accolto, quando da Carrara siamo arrivati quì per studiare.
Abbiamo imparato tanto in questi anni e ora da giovani imprenditori sentiamo di stare restituendo qualcosa, di aver portato del nuovo. Negli ultimi quindici anni abbiamo vissuto le varie fasi della città, e ora sentiamo un’atmosfera e un’energia davvero straordinaria.