DEREK CASTIGLIONI
Designer di spazi esterni

Outodoor designer conosciuto in tutto il mondo, Derek Castiglioni unisce un background tutto italiano nell’edilizia e nella conoscenza del verde ad una cultura e consapevolezza dei mezzi digitali attraverso cui veicola il suo lavoro. I suoi giardini pensili e allestimenti per i grandi nomi del lusso internazionale riproducono atmosfere e suggestioni esotiche con un’effetto da cartolina dei primi del ‘900.

Dove ti sei formato?

Ho studiato architettura a Milano e ho fatto un’esperienza in Australia nell’ambito dell’urbanistica. Ho iniziato a lavorare nell’azienda di famiglia, che si occupa di edilizia e vivaistica: in particolare nell’elaborazione di tetti verdi e giardini pensili. Mandelli è stata la prima azienda italiana a realizzare giardini pensili, da cui abbiamo sviluppato anche la parte del vivaio. Il primo periodo mi sentivo spaesato, non vedevo questa progettazione degli spazi verdi come una vera e propria architettura. Ho cercato un approccio, un taglio, un’idea per avvicinarmi al mondo del verde, sviluppando la parte progettuale e legandomi a studi di design e brand di moda. Oggi progetto spazi verdi partendo da zero, creando tutto quello che è il mondo del “esterno” come se fosse un interno, scegliendo dettagli, materiali ed essenze.

Come inzia ogni tuo progetto? Hai un particolare processo creativo?

Parto sempre dall’architettura e dal design. Se vedo, ad esempio, un cortile immagino come poteva essere in un altro momento storico. Mi faccio influenzare dalle suggestioni che il luogo mi dà e immagino delle situazioni speciali che sarebbero potute avvenire in quello spazio. Per ogni progetto parto dalla ricerca storica che, però, reinterpreto a modo mio.

Ci sono degli architetti o dei designer che ti ispirano?

Guardo al design di Mathieu Matégot fino alla più contemporanea India Mahdavi.
E dei luoghi?
Mi ispira Los Angeles e le sue architetture anni ’50, ma anche la Vienna degli anni ’30. Amo lo spirito romantico e malinconico dei giardini, per esempio i giardini indiani coloniali rivisti con le essenze nostrane. Il mio è un giardino fantastico, in cui metto insieme piante tropicali a piante autoctone con un effetto esotico di giungla. E’ interessante vedere come le piante reagiscano, la loro incredibile capacità di adattamento: nascono in un posto e devono rimanere in quel luogo per tutta la vita, quindi hanno una capacità incredibile di adattamento. Sono degli esseri speciali con cui puoi interagire, sperimentare.

Nella tua carriera c’è punto di svolta?

Quando ho iniziato a fare degli allestimenti con degli importanti studi di architettura: questo mi ha permesso di capire che mio lavoro poteva essere strettanente legato al mondo del design e della progettazione architettonica.

Come definiresti il tuo lavoro?

Non c’è una definizione in italiano, non lo definirei nè paesaggista nè architetto. Outdoor designer è forse l’espressione più giusta.

Chi sono i tuoi clienti?

Tanti clienti privati: aziende soprattutto del settore moda come Stella Mc Cartney, Boglioli, Alexander Mc Queen e tanti showroom stranieri per i quali ho creato installazioni. Lavoro tanto negli Emirati Arabi, specialmente a Doha in Qatar, con clienti privati per giardini di residenze e case; mentre lavoro bene in America per il design degli arredi. I clienti stranieri mi danno sempre più spazio e libertà di espressione.

Come è nato il progetto degli arredi?

Era un’idea che avevo in mente da tempo, perché non riuscivo a trovare arredi per esterno come volevo. È nato così il mio brand di arredamento, per offrire sul mercato degli oggetti speciali e unici. Sono mobili di fascia alta, che mettono insieme materiali preziosi, faccio una grande ricerca sui tessuti per creare stampe per esterni inedite. La prima uscita è stata una collaborazione con Santoni, abbiamo fatto una presentazione a Roma e Milano. Siamo ancora agli inizi della distribuzione, ma puntiamo a una rete di vendita online. Io gestisco la progettazione e la produzione realizzata da piccoli e medi artigiani, con cui seguo le varie fasi di creazione.

Quanto ha influito Instagram sul tuo lavoro?

Credo sia la più importante e grossa vetrina che si possa avere nel mondo. Davvero un mezzo rivoluzionario per promuovere il proprio lavoro.

Quale è il tuo talento?

Metterci la passione e credere fortemente in quello che faccio, andando sempre per la mia strada. La passione conta tanto quanto l’amore: arrivano sempre alla gente. È fondamentale avere gli occhi aperti sul mondo, capire cosa succede senza essere statici. Il mondo corre e noi dobbiamo correre con lui, bisogna essere sempre pronti al cambiamento. Io ho avuto grandi esempi in famiglia: mio padre era sempre in ufficio alle 6.30 del mattino per iniziare alle 7. La disciplina e la costanza, la dedizione per quello che si fa, l’essere mutevole in senso positivo: sono altri aspetti importanti.

Il progetto più importante che hai fatto?

È un progetto che ho realizzato negli Emirati Arabi, per il quale ho però un patto di riservatezza, e che mi ha dato totalmente la possibilità di esprimere la mia creatività.

I tuoi progetti per il futuro?

Portare avanti il progetto degli arredi che è ancora all’inizio e deve essere sviluppato attraverso una rete commerciale.

LINGUA

IT / EN

CONTATTI

TROVA NEGOZIO

AREA LEGALE

MAPPA DEL SITO